Certificazioni Vs documentazioni: attenzione al greenwashing

Capita molto spesso, purtroppo, di fare acquisti e non poter scegliere consapevolmente un prodotto. Esistono più di ottocento certificazioni ambientali nel mondo, come potremmo  riconoscerle da un marchio apposto sulla confezione?

Oppure, ancora peggio, perché dovremmo fidarci di un’autodichiarazione dell’azienda produttrice?

Tralasciare questi particolari nella comunicazione è uno degli errori più comuni del greenwashing e porta al disorientamento del consumatore più attento o all’inganno di quello superficiale.

Tu come ti comporti di fronte agli scaffali del supermercato? Ti è mai capitato di domandarti da dove provenissero alcune dichiarazioni green o di chiederti che cosa potesse significare una determinata etichetta?

Per fare un esempio e sciogliere il ghiaccio ti propongo le fantastiche forchette in foglia di palma, reperibili praticamente ovunque della marca Yes green.

La confezione non riporta alcuna certificazione rilasciata da enti terzi e dal sito non è possibile ricavare informazioni utili per giustificare tanta ostentata sostenibilità.
Ciò non significa che i prodotti di questo brand non siano realmente green, ma il consumatore ha il diritto a maggiori certezze. A me non bastano queste poche notizie per convincermi della bontà del prodotto. A te sembrano sufficienti?

Un altro caso interessante, è quello dei detersivi Winni’s naturel. Mi sono seriamente impegnata a comprendere chi garantisse l’ecosostenibilità di questi prodotti ed il risultato finale è stato un “o ti fidi o non ti fidi”. Anche qui, nessuna certificazione rilasciata da soggetti esterni, forte richiamo al green creato attraverso una grafica che impiega il bianco ed il verde come colori principali e soprattutto, un secondo errore degno dei migliori esempi di greenwashing: l’impiego del termine naturale come sinonimo di sostenibilità.
L’uso di termini troppo generici, come appunto il “naturale”, compromette la comunicazione e come al solito conduce in errore il consumatore. Anche il petrolio è naturale, ma personalmente eviterei di usarlo per il bucato.

Attenzione quindi alle comunicazioni truffaldine e poco chiare durante lo shopping, perché alcune aziende stanno semplicemente sfruttando la moda dell’ecologico per fare qualche soldo.

Chi mi piace veramente? Ad esempio la Coop, perché si impegna ad offrire una comunicazione trasparente e cerca di educare i consumatori a stili di vita sostenibili.

E a te è mai capitato nulla di simile?