Carta certificata, carta risparmiata

Il passo più semplice per diminuire l’impatto ambientale della propria comunicazione è quello di tramutare quanti più possibili strumenti dal formato cartaceo a quello elettronico.

Il secondo passo da fare è quello di scegliere supporti cartacei certificati FSC o riciclati per tutti i supporti che non rientrano nel primo step.

Il terzo passo da fare è scoraggiare i propri interlocutori alla stampa dei documenti elettronici, quando non si tratta di una necessità.

Come si procede? Innanzi tutto si dovrebbe analizzare il piano di comunicazione integrata della propria organizzazione e prendere visione di tutti gli strumenti adottati all’interno e all’esterno. Dopodiché si procederà con l’individuazione di tutti quegli aspetti che possono essere adeguati al formato elettronico, attraverso l’integrazione di reti interne e strumenti di gestione, nonché favorendo procedure più fluide per la trasmissione dei messaggi.

Un esempio in tal senso può essere la trasmissione di circolari o di newsletters attraverso la rete e non è così banale, date le quantità di questi strumenti che tutti i giorni continuiamo a ricevere sulla cassetta della posta.

Una volta superata questa fase e quindi dopo aver studiato un piano di sviluppo per adeguare la comunicazione ai nuovi formati, si procederà con la scelta di carta riciclata o certificata FSC per limitare gli effetti negativi in termini di inquinamento e degradazione ambientale.

Cosa sono le certificazioni FSC e CoC? Si tratta di certificazioni internazionali rilasciate da un ente terzo (Forest Stewardship Council) che dopo aver valutato i processi di gestione e provenienza delle materie prime, garantisce la sostenibilità dei prodotti commercializzati.

Nello specifico, esiste la certificazione FSC per la gestione forestale che riguarda i proprietari e gestori delle foreste. Accanto a questa c’è la certificazione FSC per la Catena di Custodia (CoC), rivolta a chi trasforma e commercializza i prodotti forestali, volta a garantire la rintracciabilità dei materiali che provengono dalle foreste certificate.  Si tratta di una certificazione indispensabile al fine di poter adottare l’etichetta FSC sui prodotti (per maggiori informazioni visita il sito fsc-italia).

La carta riciclata rientra negli standard della certificazione FSC, quindi nella scelta tra due prodotti riciclati è sempre meglio preferire quello garantito e in più varrebbe la pena chiedere informazioni dettagliate al produttore circa la lavorazione e l’impiego di sostanze non tossiche per lo sbiancamento della cellulosa.

Una volta prese tutte queste precauzioni, non guasta aggiungere qualche consiglio per gli interlocutori della comunicazione che cerchi di scoraggiare comportamenti routinari a volte inutili, come stampare un’e-mail o un pdf.

Per fare questo si adottano generalmente delle firme a fine lettera, nate con lo scopo di diventare un meme e diffondere viralmente delle buone abitudini, per merito di Treehuggers.com, come ad esempio queste:

Per i documenti che non vorremmo vedere stampati su carta, il WWf ha lanciato il suo formato standard , il .wwf, ossia un pdf protetto non stampabile. Si è trattato di un’iniziativa interessante soprattutto per la capacità di riaccendere il dibattito sulla sensibilizzazione delle persone verso la sostenibilità. Questo è il video che spiega il progetto:

Il mio invito è quello di adottare fin da subito gli aspetti più semplici tra quelli appena descritti e di far girare queste informazioni per dare un piccolo contributo  all’ambiente. Quindi: share it now!