Usabilità come sostenibilità

Fino a qualche anno fa si riteneva che più un utente si soffermasse su un sito web e più questo significasse che il sito era ben strutturato, interessante e valido. Oggi non è più così. Se gli utenti passano troppo tempo sui nostri siti o blog, forse dovremmo avvalorare l’ipotesi di un difetto legato all’usabilità. In altre parole, navighiamo per più tempo nei siti dove per raggiungere il contenuto che ci interessa, dobbiamo fare molti passaggi, attendere che si carichino file pesanti o dove ci perdiamo in dei menù  poco chiari.

L’usabilità è un aspetto molto importante per chi si occupa di sostenibilità, perché la navigazione ha un impatto ambientale e garantire il minor spreco di tempo, passaggi e click, garantisce una riduzione dell’impronta ecologica della comunicazione aziendale.

Come fare? Ad esempio, si può progettare un menù fisso, che non scompaia durante lo scrolling, facilitando lo spostamento da una pagina all’altra. Oppure, riducendo i rifiuti digitali attraverso la limitazione dei download di contenuti poco interessanti per l’utente o altri accorgimenti già discussi qui.

Per quanto riguarda l‘e-commerce mi viene in mente il buon Amazon che attraverso la registrazione dell’utente richiede l’inserimento dei dati personali una sola volta, evitando i molteplici passaggi ripetitivi durante la fase di acquisto, ad eccezione dei casi in cui questi dati siano mutati. Semplificazione del processo di acquisto, che significa da un lato abbattimento di tempi e consumi, ma dall’altro si traduce in una facilitazione del processo di acquisto che favorisce la fidelizzazione dei clienti.

In conclusione, snellire la navigazione del proprio sito web è importante per l’ambiente, ma ancor di più per la vendita dei vostri servizi, perché la percezione del tempo online è diversa da quella reale, i minuti scorrono molto più velocemente e la concorrenza è a portata di click.