Le infografiche come strumento di comunicazione aziendale

Cosa sono le infografiche? Quando possono aiutare un’organizzazione a comunicare meglio con i proprio stakeholder?
Una buona infografica nasce sempre da una buona idea. Questo significa che ogni infografica deve essere mossa da uno scopo e non da molti obiettivi. Non possiamo pensare di voler allo stesso tempo raccontare la filosofia aziendale, promuovere un prodotto e illustrare i risultati raggiunti da un’organizzazione. Come per gli altri strumenti di comunicazione, prima si debbono prefissare gli obiettivi da raggiungere, avere ben chiaro il pubblico al quale ci si rivolge e le informazioni che vogliamo veicolare, dopodiché si potrà procedere all’ideazione dell’infografica.

Trovo che le infografiche siano uno strumento dal grande appeal e che siano perfette come supporti di comunicazione. La capacità di semplificare, sintetizzare e rendere attraenti allo stesso tempo una mole di dati che se spiegata con le solite tabelle risulterebbe di una noia mortale, è a mio avviso una piccola rivoluzione a favore del marketing e non solo. Quindi se dovete spiegare i successi, gli step da raggiungere, la filosofia aziendale o le specifiche di un prodotto che rende la vostra organizzazione sostenibile, questo strumento può essere parte dei vostri materiali divulgativi e risultare una scelta vincente per catturare l’attenzione del vostro pubblico.

La Column five, agenzia americana che sviluppa infografiche (ideatrice del video in apertura), spiega che esse possono essere suddivise in due categorie:

  • brand infographics sviluppate per veicolare informazioni relative ad un’organizzazione o ad un prodotto. In questo caso si tratta di uno strumento utile per presentazioni, materiali di marketing, comunicati stampa. I destinatari tipici sono potenziali clienti, dipendenti e personaggi del proprio settore. Tuttavia, va annotato che non si tratta di un prodotto di massa e che non si presta ad essere viralizzato online, salvo eccezioni di casi fortunati. Il loro valore risiede nella capacità di sintesi delle informazioni e di chiarezza rispetto alle spiegazioni verbali;
  • editorial infographics dalla grafica per la massa, studiate per essere altamente condivisibili online. Si tratta di infografiche che dovrebbero evitare riferimenti diretti al brand, al quale però, si dovrebbe concedere uno spazio sul fondo per permettere ai lettori di risalire alla fonte delle informazioni. I contenuti di queste infografiche dovrebbero riguardare il settore dell’organizzazione e fornire dati interessanti. L’azienda in questo caso si comporterebbe come un editore, cercando di divulgare informazioni utili e stando ben attenti a non cadere nella tentazione di promuovere direttamente il proprio marchio.

Di altro ordine sono invece le infografiche realizzate da veri editori e impiegate per l’educazione, ampiamente divulgate negli ultimi anni. Anche qui, l’attenzione va posta al messaggio da trasmettere. L’errore più pericoloso resta quello del voler trasmettere troppe informazioni, confondendo il lettore e rischiando l’effetto patchwork.

Infine, va detto che grazie all’avvento di Internet e della diffusione dei pc, l’evoluzione delle infografiche si è spinta fino all’animazione arrivando fino alla creazione di siti web come ONEHOURPERSECOND di Youtube.