Biglietti da visita e strette di mano

Lo scambio dei biglietti da visita nel mercato B2B è una consuetudine affermata. Ogni area geografica ha le sue abitudini di scambio, così come ogni persona ha il suo modo di offrirlo.
C’è chi lo estrae magicamente dal taschino, come fosse un coniglio nel turbante, che con suspance e maestria ti svela il trucco per contattarlo.
Oppure c’è chi ha uno stile commerciale spinto, che si presenta, ti dà la mano, ma prima di farlo si infila il biglietto tra le dita così da lasciartelo dopo la stretta.Poi c’è il manager, che lo distribuisce a fine riunione, ma soltanto alla persona più importante e alla sua segretaria, per assicurarsi che i suoi contatti non vadano persi.

E tra la miriade di persone che si scambia i biglietti con assoluta tranquillità e scioltezza, c’è sempre qualcuno che aspetterà che siano gli altri ad elemosinare le sue informazioni personali.
Ma come va progettato il proprio biglietto da visita?

Se si tratta di quello aziendale ovviamente sarà l’organizzazione a doversi preoccupare dell’applicazione che meglio rispecchia la propria identità. Ma se siete dei liberi professionisti, blogger o qualsiasi altra cosa vi renda unici e indipendenti, allora nel vostro biglietto da visita dovrete cercare di esprimere al meglio voi stessi.

Ecco allora la mia idea. Dato che mi occupo di comunicazione sostenibile ho pensato che sarebbe stato giusto ricavare dei biglietti dalla carta riciclata ed evitare lavorazioni di stampa come le lucidature. Quindi, dopo aver selezionato tutte le informazioni di contatto necessarie, ho deciso di stampare solo su materiali destinati ad essere cestinati, regalando una nuova vita a cartelline, cataloghi, cartoncini fuori uso e chi più ne ha più ne metta.
Così ogni serie sarà unica e i supporti potranno essere originali. Altro che carta certificata, in questo modo eviterò i costi ambientali dell’intera filiera di recupero per ottenere materiali riciclati.