Mob come mobilitazione della folla

cash mob, i consumatori premiano i commercianti locali con gli acquisti di massaQualche anno fa spopolavano i Flash Mob, dei micro-eventi organizzati online dove un gruppo di persone si riuniva in uno spazio pubblico reale, con lo scopo di attuare un’azione insolita. Oggi, nascono nuove idee di Mob, come i Cash Mob e i  Carrotmob che sembrano abbracciare l’idea della sostenibilità, non fosse altro per il fatto che sono a favore delle economie locali.

Con i Flash Mob c’era chi si riuniva in piazza per fare una lotta con i cuscini o chi “improvvisava” un ballo di gruppo. E ancora oggi capita di imbattersi in queste occasioni uniche di aggregazione. I brand più famosi, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di comunicare con innovazione la propria identità e, per chi non lo sapesse, il primo caso di Flash Mob brandizzato italiano fu quello di Eastpak che nel 2005 organizzò una battaglia di cuscini a Milano, dove i partecipanti dovevano essere muniti della loro “arma”, avere uno zaino Eastpak come segno di riconoscimento e conoscere la parola d’ordine “Mi manda Bill”.

Oggi, quando l’attenzione per i Flash Mob da parte dei mass media è in calo, spuntano nuove forme di mobilitazione della folla come i Cash Mob , dove folle di consumatori invadono gli esercizi commerciali locali che amano, per aiutarli a combattere la crisi e la globalizzazione, acquistando prodotti. Un caso insolito di comunicazione che parte dai consumatori e dà visibilità alle aziende, con un ritorno economico immediato.
Ma come si organizza un Cash Mob? Il blog ufficiale del movimento internazionale dei Cash Mob  suggerisce alcune regole, quali:

  • creare un account twitter dedicato al cash mob locale ed annunciare una settimana prima l’evento;
  • indicare la location dell’incontro ma non svelare l’esercizio commerciale da supportare;
  • si deve scegliere un esercizio commerciale che abbia articoli sia da uomo che da donna;
  • prevedere una spesa minima che si aggira sui 20 euro a persona;
  • il business supportato deve essere assolutamente una realtà locale che deve ripagare in un qualche modo la comunità;
  • l’esercizio commerciale deve approvare il Cash Mob prima che esso sia annunciato;
  • il Cash Mob deve essere festeggiato con un brindisi;
  • l’evento deve avvenire durante la sera o nel week-end;
  • la location deve essere raggiungibile attraverso i mezzi pubblici o avere un parcheggio adeguato;
  • si devono postare le foto dell’evento sul blog ufficiale dopo l’evento.

Quindi, ricapitolando, i consumatori per esprimere il loro attaccamento o affetto verso un esercizio commerciale, si accordano con questo per creare un flusso di entrate economiche consistenti in un solo giorno (una sorta di prestito a fondo perduto) e di una notevole visibilità nei media, in cambio del mantenimento dell’attività locale e di un riconoscimento futuro.

Ora spuntano i Carrotmob, iniziative a sostegno delle aziende che vogliono impegnarsi per rendere più green le proprie attività. Similmente ai Cash Mob, anche qui ci sono  gruppi di persone che creano un evento di consumo, per far incassare un guadagno extra all’attività commerciale. La differenza sta nell’azione che poi il commerciante deve fare per ricambiare il favore, ossia provvedere all’installazione di impianti per il risparmio energetico.

Segno distintivo dell’organizzazione, come suggerito dal nome, la carota. Dal sito web  è possibile scoprire le campagne già attivate in tutto il mondo.