Case study: Nelsen e la sostenibilità

immagine olio di palmaConoscete l’iniziativa “Nelsen per l’ambiente“?
Io me ne sono interessata qualche giorno fa e l’ho reputata un interessante caso di studio per la comunicazione sostenibile. Non a caso si tratta di un prodotto Henkel, la corporate che più di una volta ha dimostrato la sua attenzione per la sostenibilità del proprio operato.

Se accedete al sito web di Nelsen potrete navigare nella sezione “ambiente” e vedere quali passi importanti l’azienda abbia fatto per ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti.
Per prima cosa l’energia utilizzata per la produzione proviene interamente da fonti rinnovabili, poi il 100% dei tensioattivi è ricavato da materie prime naturali e rinnovabili.
Inoltre, ed è per me lo sforzo più grande che l’azienda abbia fatto e che mi auguro venga seguito da sempre più aziende, il 40% del trasporto dei prodotti tra fabbriche e magazzini del produttore, avviene su rotaia.
Non manca l’attenzione per il pack, che in questo caso impiega il 25% di plastica riciclata, già premiato nel 2010 dall’Istituto Italiano Imballaggi e Conai grazie alle sue caratteristiche eco compatibili.

Il sito web di Nelsen ha una natura informativa, prerogativa molto importante per la comunicazione sostenibile. All’interno della sezione “ambiente” questi quattro aspetti green appena elencati, vengono spiegati nel dettaglio, dimostrando un’attenzione notevole verso gli interlocutori. Per esempio, l’impiego di energia rinnovabile è spiegato raccontando ai lettori cosa realmente significhi in concreto.

Per i tensioattivi naturali, ugualmente, non mancano le indicazioni, solo che questa volta esse portano i lettori più attenti, ad osservare una nota amara di greenwashing, perché ecco spuntare l’impiego di olio di palma, ovvero uno dei prodotti responsabili della deforestazione. Infatti, per produrre questo redditizio olio, molte foreste sono state abbattute per far fronte alle piantagioni di palme da olio. Il ricavato di queste piante è molto utilizzato sia nel campo alimentare che cosmetico e dei saponi, forse alcuni di voi ricorderanno l’articolo che scrissi qualche mese fa a proposito della battaglia che Greenpeace fece a riguardo, contro Dove.

Alla luce di ciò, la mia fiducia in Nelsen decade e per approfondire la conoscenza del prodotto, mi sono recata al supermercato, per vedere cosa era stato scritto nel flacone. Qui, a differenza del sito, le informazioni sono meno dettagliate, riusciamo a sapere solo che il prodotto è realizzato con energie rinnovabili e che è garantito da Henkel.

Tornando al sito, possiamo osservare un altro aspetto, quello dell’invito all’azione dei lettori, perché non solo si parla dei piccoli passi fatti da Nelsen per rispettare l’ambiente, ma si punta anche alla sensibilizzazione verso pratiche green da parte dei lettori. Così, per iniziare uno stile di vita più sostenibile, il primo invito è quello di scaricare il calendario Nelsen che suggerisce la frutta e verdura di stagione, per un acquisto consapevole.

Pertanto, viene da chiedersi se si tratti di un prodotto realmente green o se sia un buon sapone condito da un’ottima comunicazione, che nasconde le insidie del greenwashing. A voi la scelta.

Prima di trarre le vostre conclusioni, vi invito a leggere questo post  sulla coltivazione dell’olio da palma e sulle soluzioni alternative ad esso. Si tratta di un articolo molto interessante che riporta dei dati sulla crescita esponenziale della coltivazione di queste piantagioni in Indonesia e Malesia e che spiega nel dettaglio il motivo alla base di tanto interesse verso i frutti che se ne ricavano. Al contempo, troverete una risposta alla domanda che certamente vi sarete posti, ossia, che alternativa sostenibile c’è all’olio di palma?

Buon proseguimento di lettura!