Il portariviste può raccontare la vostra identità?

portariviste fai da te

Chi l’ha detto che adeguare il proprio ambiente di lavoro ai principi della green economy sia un’operazione costosa? Perché non iniziamo a farlo dai piccoli elementi, come i portariviste, e mano a mano adeguiamo il resto?
Ci sono degli aspetti della nostra vita quotidiana che potrebbero essere facilmente adattati a degli stili di vita sostenibili, soltanto che non sappiamo come.
Lo spunto del post di oggi parte da qui. L’ambiente in cui viviamo le nostre ore di lavoro, quello in cui accogliamo i nostri clienti, colleghi e collaboratori, racconta molto di noi. Per chi ha un ufficio full optional, dotato di tutti i metri  quadri necessari alla propria attività (un po’ di sarcasmo non guasta!) il primo spazio da curare è sicuramente l’ingresso-reception, fulcro delle impressioni iniziali di tutti coloro che vi faranno visita e luogo ideale per posizionare un elemento simbolo della vostra identità.
Personalmente, inserirei qui tutte quelle informazioni che raccontano la storia e la filosofia aziendale, ma soprattutto avrei cura di rendere questo spazio accogliente e confortevole, possibilmente anche avvolgente e attento ad imprimere un ricordo forte attraverso il coinvolgimento multi-sensoriale.
Addentrandoci nelle altre stanze, arriverei poi dritta dritta alla scaffalatura dei documenti cartacei, che di certo sarà presente anche nell’ufficio più basic che potrete sognare.

Ecco da qui inizierei a pensare a come costruire e personalizzare i piccoli elementi contenitori. Ad esempio, posso raccontarvi di come ho creato dei “portariviste” che mi aiutassero a raccontare la mia identità. Dopo i biglietti da visita realizzati su materiali di scarto, ho pensato di riutilizzare dei cartoni per tenere in ordine i miei documenti. Infatti, se è vero che il cartone è un materiale che si ricicla è anche vero che si presta benissimo per le creazioni fai da te.
Ora, avevo bisogno di questi portariviste, perché le cartelline aumentavano e insieme ad esse anche il disordine. Quindi ho deciso di prendere un vecchio portariviste dell’Ikea e ricalcare la sagoma sui miei cartoni.
Dopo aver tagliato il tutto, stavo per procedere con la colla, ma ho pensato che sarebbe stato più sostenibile cucire a mano con del filo di cotone o dello spago i miei contenitori.
Alla fine sono riuscita a confezionare un prodotto unico, fatto a mano, che mi ha permesso di diminuire i miei rifiuti e soprattutto mi ha dato la possibilità di raccontarvi come concretamente mi impegno ad abbattere il mio impatto ambientale.
Quando pensiamo agli arredi, agli elementi contenitori, alla carta intestata e a tutti quegli elementi della linea coordinata come le cartelline, possiamo quindi pensarli in un’ottica green, scegliendo tra due vie:

  • selezionare materiali riciclati e nuovamente riciclabili, stampare con inchiostri naturali, ottimizzare la grafica per non sprecare, ecc;
  • creare degli strumenti per imprimere la nostra identità sui materiali di scarto, per donare nuova vita a questi prodotti, utilizzando creatività ed ingegno (magari affidandoci ad un designer).

Intanto, iniziamo a guardare le cose con occhi diversi e prima di gettare nella raccolta differenziata ogni cosa, chiediamoci se possa essere ancora utilizzata.