Storie ecologiche: la magia passa dalla cartiera

Crush carta derivata da scarti agro-industrialiLe storie ecologiche sull’uso consapevole della carta passano dalla certificazione FSC (Forest Stewardship Council)   e si spingono fino alla trasformazione dei rifiuti in materie prime per la produzione della carta. A me sembra quasi una magia.
I maghi di questa storia sono quelli della cartiera Favini  di Vicenza che già qualche anno fa aveva sperimentato l’impiego delle alghe lagunari per la produzione della Shiro Alga Carta. Quest’ultima nacque negli anni ’90, in seguito all’eccesso di alghe che inquinò l’Adriatico. Dalla lavorazione di questa materia prima, che di fatto comprometteva l’ecosistema marino e doveva essere in un qualche modo smaltita, mescolata con le fibre di cellulosa FSC, si è iniziata a ricavare la carta ecologica. La caratteristica sorprendente è che i fogli ottenuti, grazie alla presenza di clorofilla, diventano più bianchi con il passare del tempo. Un incantesimo buono insomma. (fonte: wikipedia.org).

Dopo le alghe, la nuova magia della cartiera Favini mira al reinserimento degli scarti di lavorazioni agro-industriali nei propri prodotti ecologici. Ecco allora che arance, caffè, kiwi, nocciole, olive, mais e mandorle rinascono sotto le sembianze della  carta Crush. Questo prodotto viene creato impiegando energia green al 100% ed è caratterizzato dal 15% di polpa derivata dagli scarti in questione e per il resto da fibra certificata FSC. Le varianti di colore sono legate al cibo inglobato nel mix di polpa e vanno da un bianco tenue ad un marrone deciso.

Altra storia e altra pasta quella di Repap, distributrice di un nuovo supporto che sembra carta ma non è, in quanto si tratta di un prodotto derivato dalla pietra. Nessun albero tagliato, un materiale impermeabile, resistente, economico, prodotto con un dispendio minore di energia rispetto alla carta tradizionale, sicuro, morbido al tatto e riciclabile. Come si ricicla un derivato dalla pietra? Può essere riciclato in altra carta Repap, materiali plastici, materiali per l’industria edile, per l’industria metallurgica, per l’agricoltura e per la fabbricazione del vetro.
Nessuna parola in più, il finale lo scrivo con  il video ufficiale Repap.